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San Berillo

San Berillo è un quartiere del centro di Catania, facente parte alla I Circoscrizione.
Secondo la tradizione il nome del quartiere sarebbe dedicato al primo vescovo e fondatore della comunità cristiana catanese, che venne inviato a Catania da San Pietro Apostolo in persona.

Storia

In antichità il quartiere era pieno di botteghe di artigiani e densamente abitato.
Con l' ampliamento urbano verso nord, il quartiere perse la sua importanza fino a diventare una zona degradata.

Il quartiere in virtù della sua centralità e la sua vicinanza alla Stazione Centrale e a Piazza Stesicoro (su cui era stato mosso il centro di Catania) sarebbe potuto diventare una zona nobile, con la realizzazione di strade di larghezza non inferiore a 10 metri. (Es: Corso Italia).
Ciò non avvenne, secondo il parere dell' architetto e ingegnere Bernardo Gentile Cusa, per la contrarietà della proprietaria terriera, Maria li Destri Trigona, duchessa di Misterbianco, che voleva sfruttare maggiormente la speculazione terriera. 

All' ingegnere Cusa nel 1882 venne dato il compito di completare il quartiere in rapporto alla stazione, e nel 1888 venne avviato il "Piano Regolatore per il Risanamento e per l' Ampliamento della città di Catania".

Con gli scavi archeologici avviati nel 1904 in Piazza Stesicoro (per portare alla luce una parte dell' Anfiteatro romano) si tornò all' idea di collegare il quartiere alla Stazione Centrale.

L' unico edificio di rilievo a San Berillo, era il Grande Albergo in Piazza Cappellini mentre tutto il resto era composto da una fitta e caotica rete di case e di vicoli infetti (nel 1911 un' epidemia di colera provocò molti morti).

Gli abitanti del quartiere vennero spostati nel nuovo quartiere San Leone.
Si susseguirono diversi piani di sventramento a San Berillo:

  • nel 1913 un primo piano di demolizione radicale, che venne interrotto dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale
  • nel 1927 un secondo piano di sventramento, che prevedeva uno snobbamento del monumento di Vincenzo Bellini in Piazza Stesicoro; quest' altro piano verrà interrotto dall' inizio della Seconda Guerra Mondiale.
  • dopo il bombardamento aereo del 1947 il piano di ricostruzione di Gino Nicotra prevede sempre l' eliminazione del quartiere, e di allineare l' Anfiteatro romano con la Stazione attraverso un percorso leggermente curvo.

 

Il piano di risanamento non verrà mai portato interamente a termine, causando una ferita nell' immagine della città, lasciando un vuoto ancora visibile nella zona del Corso Sicilia in direzione della Stazione Centrale.
Negli ultimi anni il quartiere ha rivisto uno spiraglio di luce con i nuovi lavori di risanamento da parte del Comune, e dal 2019 si presenta con un nuovo volto grazie a giovani imprenditori che hanno deciso di rivalutarne l' immagine investendo in locali e in interesse culturale, attirando la curiosità di tanti turisti e catanesi che godono di questa ritrovata bellezza.