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Palazzo Biscari

Fu fatto realizzare dalla famiglia Paternò Castello dei principi Biscari alla fine del '600.

Il nuovo palazzo nobiliare venne fatto edificare sulle Mura di Carlo V della città di Catania, che avevano resistito alla furia del terremoto dell' 11 Gennaio 1693.
I Biscari furono una delle poche famiglie aristocratiche a ottenere i permessi per costruire su di esse.

La parte antica del palazzo venne costruita a partire del 1702, su volere di Ignazio, terzo principe di Biscari, che affidò il progetto all' architetto Alonzo di Benedetto.
Il figlio di Ignazio, Vincenzo, succeduto al padre nel 1699, fece decorare i sette finestroni che abbacciano sulla marina, per opera dello scultore messinese Antonino Amato.
Infine Ignazio Paternò Castello, quinto principe di Biscari, fece ampliare la parte est comprando i terreni, su progetto di Girolamo Polazzotto, e successivamente di Francesco Battaglia.
A perfezionare gli ambienti troviamo diversi artisti tra cui Giovanni Battista Piparo per diversi affreschi.

L' edificiò venne ultimato nel 1763 ed inaugurato con grandiosi festeggiamenti.

La struttura

Costruita seguendo un lineare stile barocco e fondata sulle mura cinquetesche di Catania, ha l' ingresso nell' omonima Via Museo Biscari. Viene ancora oggi considerato come il più bel palazzo barocco catanese, così come il Principe Ignazio sognava: una dimora esemplarmente bella, che onorasse la città, e che fosse visitabile da tutti.

Il cuore della dimora è quasi tutto nei saloni, sapientemente restaurati dopo il terremoto del 1991 grazie alla volontà e agli interessi personali degli attuali principi di Biscari, e sono oggi in grado di ospitare convention e ricevimenti sontuosi, sulla linea del principale desiderio del principe Ignazio di "aprire" il palazzo alla società.

A destra del cortile è invece situata l' ala privata del Palazzo, dove ha sede il Circolo dell' Unione di Catania, l' assessorato alla Cultura del comune di Catania e gli appartamenti privati dove abitano stabilmente almeno undici persone della famiglia. Palazzo Biscari rimane dunque fruibile nel cortile, in numerose sale, nel salone delle feste, nella galleria e nella terrazza sul porto.

Una poderosa scalinata, a doppia rampa in basalto dell' Etna, suggella il cortile maggiore, sul quale è incernierato l'intero edificio.
L'ingresso è un solenne ambulacro, in cui sono appese ai muri le tele settecentesche dello Stato di Biscari, con i suoi estesi vigneti e la fiorente produzione di bachi da seta; quindi si accede alla quadreria, le cui tele più importanti sono state cedute al Museo civico, ma che conserva la preziosa pavimentazione in maiolica policroma, voluta da Ignazio nel 1711 e realizzata dai mastri artigiani di Vietri.

Il salone delle feste (in stile rococò) ha un cupolino centrale usato anticamente come alloggiamento dell' orchestra, ricoperto da un grande affresco raffigurante "Gloria della famiglia Paternò Castello di Biscari".
Si accede alla cupola tramite una scala decorata a stucco, soprannominata dal Principe Ignazio, "Scala a fiocco di nuvola".

Museo Biscari

In passato all' interno del Palazzo Biscari era presente una grande collezione archeleologica del Principe Ignazio, grande studioso, archeologo e amante delle arti in generale, che diede vita al Museo Biscari, e che rimase attivo fino al 1927.

Nel 1929 dopo varie trattazioni, la collezione fu trasferita nei locali del Castello Ursino, appositamento restaurato, costituendo insieme alla collezione dei monaci Benedettini il principale nucleo del Museo Civico Catanese, inaugurato il 20 Ottobre 1934.