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Il Cimitero Monumentale

Aperto nel 1866, il Cimitero monumentale di Catania sorge in Via Acquicella.

Con l' editto di Saint Cloud emanato nel 1804 da Napoleone Bonaparte, veniva vietato che le sepolture avvenissero dentro le chiese e il decreato reale del 12 Dicembre 1828 imponeva che entro il 1 Gennaio 1831 tutti i cimiteri del regno fossero ultimati.

Il duca di Samartino propose al consiglio provinciale di realizzare un cimitero entro l' ultimatum del decreto reale. Venne affidato l' incarico all' archietto Sebastian Ittar nel 1835 di costruirlo nella zona della Playa, per far fronte all' epidemia di colera del 1837.
Il terreno presente nel luogo scelto non era idoneo essendo fortemente sabbioso e i cani riuscivano a dissotterrare i corpi.

Nel Marzo del 1856 venne scelto l' ingegnere Eligio Sciuto per redigere un progetto per un cimitero che sarebbe sorto su un terreno comunale denominato "Fondo del Crocifisso", ma con lo sbarco a Marsala dei Garibaldini, la caduta del regno dei Borboni e l' Unità d' Italia, il progetto venne accantonato.

Con l' emanazione delle leggi Siccardi del 1866 e 1867 vennero confiscati i beni delle corporazioni religiose, tra cui a Catania nella Contrada Acquicella, la tenuta di Santa Chiara, dove era presenta un vigneto, in più il terreno era al di fuori del centro abitato di circa un chilometro.

Il cimitero venne infine aperto nel 1866, circondato in maniera provvisoria da un recinto in legno, in attesa di un progetto artistico.
Venne scelto l' architetto messinese Leone Savoja, che si era già occupato del cimitero monumentale di Messina.

Ed il 15 Ottobre 1871 venne rilasciata l' autorizzazione ai lavori rendendo Savoja "Ingegnere specialista per la sistemazione dei camposanto".
Vennero costruiti due ingressi, quello secondario che da accesso diretto al Viale delle Confraternite, mentre quello principale è costruito in stile neoclassico a tre fornici chiusi da cancelli; questa caratteristica donò il soprannome "Tri Canceddi" al cimtiero.
Un terzo ingresso venne realizzato negli anni '70 del 900 con l' ampliamento del camposanto.

La collina di Santachiara venne modellata con uno spianamento nella parte sommitale per ospirare il pantheon a pianta quadrata su cui si annettono le ali della galleria porticata e la parte dei campi di inumazione.

Era prevista una zona con alberatura a boschetto, ma l' amministrazione scoraggiata dall' ingenge costo, affidò nel 1879 l' incarico all' ingegnere  Filadelfo Fichera (dell' Ufficio Tecnico Cominale, e massimo esperto in campo nazionale di igiene e salute pubblica) di modificare il progetto.

Fichera diede al cimitero una conformazione "a giardino" con un sistema di viali alberatiche dall' ingresso principale e secondario, seguendo l' orografia del terreno, costeggiando la collina, convergessero nella spianata pianeggiante.

Il Viale degli Uomini Illustri

All' interno del Cimitero Monumentale è presente un altro Viale degli Uomini Illustri (l' altro è presente in Villa Bellini) dove riposano  gli uomini che hanno fatto la storia della città di Catania.

Tra le varie figure illustre riposano Giovanni Verga Angelo Musco, gli indipendisti che persero la vita negli anni '40, pittori, scrittori e famiglie che hanno reso famosa la città etnea.